Dimagrimento e autostima: qual’è il legame?

Dimagrimento e autostima: qual’è il legame?

Parlare di autostima è una premessa fondamentale al dimagrimento, perchè riuscire a vedere il legame tra autostima e peso corporeo permette di vivere il percorso di dimagrimento in un modo completamente diverso da quello che abitualmente le persone sperimentano. In molti casi dimagrire diventa una vera e propria battaglia con se stessi, c’è un conflitto aperto tra la persona e il suo corpo. In questo caso spesso la persona fonda il senso del proprio valore personale sul corpo, vissuto in senso estetico.

La valutazione di sé è centrata principalmente sulla forma del corpo, sul peso. Questo è particolarmente frequente nel sesso femminile perchè la femminilità viene spesso identificata nel corpo estetico, rispondente a determinati canoni esterni. C’è una visione riduttiva del femminile che lo fa coincidere con la dimensione estetica; la sua essenza viene del tutto ignorata, non viene riconosciuta la sua capacità creativa, che si nutre del contatto con l’interiorità. Non lo si vede in tutta la sua portata perchè si ignora l’interiorità, non la si vive nè si alimenta.

Dell’interiorità si hanno le idee più disparate, da quelle che la vedono coincidere con l’attività intellettuale a quelle che la identificano con una bellezza interiore, intesa in termini molto riduttivi e stereotipati. Non si abita lo spazio interiore, non si riconosce tutta la sua ricchezza, le sue risorse, spesso non si sa cos’è. Manca la percezione di tutto quello che può prendere forma interiormente, il senso del “dare vita” a qualcosa coltivando la dimensione interiore, finendo così per tradire la natura creativa del femminile.

Nella società attuale si assiste ad un enorme investimento sul corpo, si enfatizza il valore dell’immagine e si propongono dei modelli ritenuti vincenti. Il corpo della donna è oggetto ad influenti stereotipi e viene presentato come caratterizzato da specifiche misure, proporzioni, forme. Il corpo deve rispondere a determinati requisiti per sentirsi legittimati ad accedere al mondo esterno, sempre più il senso della propria sicurezza personale è consegnato ad esso. Questo emerge da alcuni vissuti, molto intensi, che frequentemente sperimenta chi cerca di dimagrire, quali l’ossessività per il peso, il condizionamento dei propri stati d’animo dall’ago della bilancia. L’umore, l’intero andamento di una giornata vengono influenzate dal peso.

Quando l’ago della bilancia segna il valore desiderato la giornata appare favorevole, la persona si sente sicura con gli altri, sente di potersi esprimere, viceversa, la giornata cambia colore quando l’ago della bilancia aumenta. E’ una vita “sotto condizione”, al di fuori di quei limiti rigidi, fissati dai metri di misura esterni, non si vedono possibilità. Quanto fin qui detto riflette un problema molto diffuso, la difficoltà a trovare la propria identità personale, che viene ricercata in modelli esterni, lontani dalla nostra interiorità.

Siamo la cultura dell’occhio, cerchiamo di imitare dei modelli. Gli stereotipi collettivi ci propongono costantemente cosa è appropriato, riuscito. Si cerca di adeguarsi a tali modelli, non riuscire ad avvicinarli determina un sentimento di inadeguatezza, ci si sente sminuiti, con poco valore. Si insegue un’immagine esterna, ideale. Ci si paragona agli altri, si cerca di dimostrare di non essere da meno. Si continua a misurare il proprio valore sulla base di questi modelli, nel caso del corpo, ci si pesa e ripesa. Si va alla continua ricerca di conferme perchè il senso del proprio valore dipende dall’approvazione esterna. Ci sono donne che cercano nella seduzione la conferma del proprio valore, perdendo completamente la dimensione dell’eros. La seduzione non è più sensualità, ma una necessità per trovare una sicurezza esistenziale. Il corpo non è più fonte di erotismo, è solo estetico, deve essere “perfetto” per confermare il valore di sé.

Nel momento in cui la persona decide di dimagrire spesso ha ancora aperte queste tematiche circa il suo valore, ritiene che dimagrendo riuscirà ad aumentare la propria autostima perchè è convinta che questa risieda nell’avere un corpo con una certa forma e dimensioni. Si immagina la sua vita da magra/o come la risoluzione di tutti i problemi, con l’illusione che modificando la forma si modifichi la sostanza. In realtà se vive il dimagrimento con questo atteggiamento non farà che perpetuare il suo conflitto con il corpo. Potrà vivere l’illusione di una ritrovata sicurezza quando le sue forme cambieranno, ma tutto sarà condizionato al peso, al minimo cedimento vivrà il fallimento che la porterà nuovamente sul cibo. Il rapporto con il cibo e il corpo sarà un continuo terreno di battaglia. La persona, così facendo, pensa di occuparsi del proprio corpo, mentre si allontana sempre di più da esso. Cerca di aumentare la sua autostima controllando il corpo, in realtà la indebolisce ancora di più. Il corpo, lontano dall’essere considerato una parte di sé che sta mostrando dei bisogni, chiedendo di essere ascoltata, diventa un oggetto su cui intervenire. Non lo si ascolta, ma si cerca di controllarlo, allontanandosene sempre di più. L’industria del benessere offre numerose soluzioni che non fanno che incrementare la scissione con il corpo, ridotto alla stregua di un oggetto da manipolare. Il corpo che aumenta di peso sta esprimendo la parte profonda, è la voce dell’interiorità che richiama su dei bisogni interiori. La persona lo vede invece come il nemico, ciò che non la rispecchia, mentre esso le sta offrendo la strada per arrivare a comprendersi, a riconoscersi.

Le persone che vogliono dimagrire sembrano non riuscire a stare nella propria pelle, ripetono che non riescono a vedersi così. Quando sono in questo atteggiamento cercano delle misure drastiche, non vedono altro che un dimagrimento che sia il più rapido possibile. Il corpo viene vissuto come ostile, sbagliato. In realtà il corpo sta rivelando dei bisogni profondi, cominciare a guardarsi attraverso esso è la strada di un’autentica trasformazione. Se la persona comincia davvero ad occuparsi di sé il dimagrimento cessa di essere una lotta per raggiungere una immagine ideale e diventa un prendersi cura di sé, cambia completamente il rapporto con il corpo, non più nemico ma alleato nel percorso di dimagrimento. Questo non significa non cambiare, ma comprende l’essenza del cambiamento. Esso non è l’adeguamento ad un modello, ma un tornare a sé, è un movimento verso di sè. C’è una trasformazione ma la direzione è verso l’interno.

Le persone parlano spesso di accettazione di sé, ma faticano a comprendere il significato di questa parola, che può essere recuperato nella sua pienezza solo riscoprendolo in una ricerca interiore di senso. L’accettazione è iniziare ad ascoltare il richiamo verso se stessi in una prospettiva di riavvicinamento. Nasce da una profonda intesa con se stessi, che non è immediata, ma può crescere solo se viene coltivata la dimensione interiore, a partire dalla consapevolezza di quanto ci si è affidati all’apparire e di quanto poco si conosca di sé, del mondo interiore. La persona fatica a dirsi che è condizionata dall’immagine corporea, ma il fatto di sentire di potersi esprimere solo quando essa corrisponde a determinati canoni rispecchia quanto è limitata l’esperienza che ha di se stessa. Essa è chiusa entro i limiti di un modello, al di furi del quale pensa di non poter esistere.

Purtroppo quando la persona è così estraniata da se stessa non riesce ad immaginare tutta la fioritura cui può dare vita perchè non ha la percezione di tutta la vita possibile dentro di lei. Non riesce ad avere un’immagine diversa di sé, a concepirla, perchè manca completamente il contatto con lo spazio interiore dove le cose crescono, evolvono nella direzione di un’immagine sempre più autentica di sé, più aderente a ciò che siamo. Solo alimentando lo spazio interiore ci si può scoprire, coltivare, non più imitando, ma lasciando crescere qualcosa di proprio. L’interiorità è costantemente impegnata a far maturare questa immagine, a farla esprimere in tutte le sue potenzialità, che vanno ben oltre i limiti posti dai canoni esterni. Per conquistare l’autostima è essenziale che lo sguardo, da esterno, si rivolga verso lo spazio interiore. Finchè teniamo lo sguardo volto all’esterno conosceremo solo i modelli che qui abitano, che ci sembreranno le cose da perseguire perchè i nostri occhi non vedono altro, continueremo a misurare il senso del nostro valore su metri di misura esterni.

Solo entrando in contatto con l’interiorità potremo sviluppare una visione autonoma delle cose, l’interiorità si disinteressa completamente dei modelli esterni e cerca di fondare il senso di noi stessi, del nostro valore, su altre basi, aderenti alla nostra natura più autentica. Se l’autostima continuerà a poggiare su fattori esterni, come l’apprezzamento degli altri, il raggiungimento di obiettivi esterni, la persona rischierà di crollare da un momento all’altro. La sua autostima è infatti costruita su delle basi d’argilla perchè non ha radici nell’interiorità e continuerà a poggiare sugli stereotipi, per cui la persona dovrà cercare sempre di piacere, in uno sforzo costante di adeguamento a come i modi comuni di pensare ritengono che debba essere. E’ possibile dunque concepire il percorso di dimagrimento in un modo molto diverso da quello usuale, non più una lotta contro se stessi, ma un progressivo riavvicinamento. Completamente diversa sarà la percezione di sé e lo spirito con cui il corpo si trasformerà. Non si tratterà più di un intervento, ma di un prendersi cura di sé, un percorso di recupero dell’eros, la capacità umana creativa.

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